Zanni: ovvero la commedia della fame

4157201210730018
Zanni – Jaques Callot

Hanno i poeti questa volta dato
Del cul, come si dice, in sul pietrone
Poi che il nuovo salone sverginato
Stato è da Zanni per lor guiderdone,
onde delle commedie hanno acquistato
la gloria tutta e la riputazione:
così da i Zanni vinti e superati
possono ire a impiccarsi i letterati.

Chi è Zanni, il personaggio diabolico evocato dal Lasca in questi versi, che ha addirittura il potere di mandare i letterati a impiccarsi, tanta è l’onta di vedersi surclassati nell’arte della commedia da lui? Siamo all’incirca a metà del Cinquecento e sembra che Zanni sia spuntato fuori dal nulla per portare scompiglio non solo nelle piazze, ma anche nelle corti raffinatissime dell’Italia rinascimentale. Percorriamo più volte la strada del teatro a ritroso per individuare il punto in cui la storia del teatro si è separata in due direttrici opposte: da una parte il teatro cosiddetto colto, quello che poggia saldamente sul canone letterario, dall’altra il teatro dei professionisti, gli attori e i capocomici, ma anche i poeti di scena che facendosi veicolo dell’arte, la hanno diffusa in tutta Europa per secoli, tanto che la Commedia veniva semplicemente definita l’’italiana’. E’ inutile dire che la ricerca è vana.
Delle origini mitiche di Zanni sappiamo che venivano chiamati così i montanari inurbati a Bergamo e che facevano servizio di facchini. A questa origine mitica è sicuramente legata la sua postura: le gambe possenti, la schiena incurvata, l’ampio movimento delle braccia, la bocca sempre aperta a causa di una fame insaziabile. E’ più difficile stabilire come abbia fatto questo personaggio a diventare la prima maschera riconosciuta della Commedia, capocomico delle prime compagnie di attori professionisti che si costituiscono in Italia a metà Cinquecento. Uno di loro, Alberto Naselli detto Zan Ganassa, è il primo a fare una tournée in Europa e il primo a vestire i panni di Arlecchino. Così sappiamo che Zanni non è importante solo perché è la prima maschera, ma anche perché è l’archetipo da cui nascono alcune delle maschere più importanti della Commedia.
Tutto quello che avviene prima di una data spartiacque (1545) appartiene al regno delle ipotesi e delle suggestioni: il carnevale medievale – un periodo di festa che iniziava prima di Natale e continuava fino alla quaresima – con le sue sfilate delle maschere e i suoi spettacoli che presto diventano appannaggio di vere e proprie organizzazioni corporative; i famigerati cerretani dei mercati che pare si servissero degli Zanni per vendere le loro merci; la relazione tra questi e i giullari e i contastorie; ciò che rimaneva della commedia italica nel buio del Medio Evo. Ma le date, si sa, sono come gli argini di un fiume sempre in piena. Le acque debordano di continuo e ci investono, confondendoci le idee. Così gli Zanni novecenteschi spesso sono frutto di una stratificazione che rende molto difficile stabilire la provenienza e la pertinenza degli elementi che la compongono. Lo Zanni di Dario Fo non porta né maschera, né costume e non è rispettata nemmeno la postura tradizionale. Eppure per noi è e sarà per sempre Zanni.
L’unica certezza per chi inizia a praticare la Commedia dell’Arte oggi è che il punto di inizio è Zanni, le sue gambe forti e soprattutto il suo attributo più riconosciuto: la fame. Gli attori sono mercenari, ci raccontano da secoli gli storici, fanno teatro per rispondere a un bisogno primario: il pane e i soldi. E’ questo bisogno la pietra dello scandalo? E’ per questo che la Commedia dell’Arte non può ancora sedersi al tavolo della grande letteratura teatrale europea?
Fame, quando si parla di teatro, significa molte cose. Zanni ci dice che per fare teatro, più che possedere qualcosa bisogna avere bisogno di qualcosa. Sono la mancanza e il desiderio a unire attori e spettatori attraverso i secoli. E a rendere il teatro possibile.

Zanni: ovvero la commedia della fame
workshop intensivo di Commedia dell’Arte
condotto da Luca Gatta

25-26-27 novembre 2016
Spazio Teatro, Vico Pallonetto a Santa Chiara 15, Napoli

Info e prenotazioni
coop.enkaipan@gmail.com
+39 339 62 35 295

Annunci