Il teatro e il suo doppio

antonin%20artaud%20il%20teatro%20e%20il%20suo%20doppio%20einaudi%20prima%20edizione%20001 Quando fu pubblicato per la prima volta, nel 1968, Il teatro e il suo doppio di Antonin Artaud fu come una scure che divise in due il teatro italiano. Tutti coloro che avevano un’idea di teatro differente da quella che abitava nelle sontuose sale all’italiana, con le poltroncine rivestite di velluto rosso e attori-divi impegnati nei loro pezzi di bravura, e che nel fare teatro cercavano un’esperienza vitale, capace di coinvolgere sia gli attori che gli spettatori, fecero de Il teatro e Il suo doppio il loro vessillo. Di Artaud, in realtà, si discuteva già da qualche anno sulle pagine delle riviste di teatro, nel 1964 Peter Brook aveva attraversato l’Europa con il suo Teatro della crudeltà che si incarnava nella mitica messinscena del Marat/Sade di Peter Weiss e ormai sembrava che non si potesse fare teatro senza avere un’opinione su di lui, ma chi era in realtà Artaud? 001-antonin-artaud-theredlist Un attore vissuto trent’anni prima, che pur avendo lavorato con registi come Dreyer, Lang e Gance, forse non avrebbe lasciato nessuna traccia nella storia del teatro se non fosse stato per i suoi scritti visionari. In un’epoca in cui il cinema comincia a coinvolgere le masse e ci si interroga su quale possa essere la funzione del teatro, dal momento che ha perso la capacità di essere mimèsi della realtà, Artaud ribalta i termini del discorso: il teatro deve smettere di proporsi come un doppio della vita, ma diventare vita. E se il teatro diventasse più vero del vero, si chiede Artaud, se la realtà fosse un mero riflesso di un teatro che incarna la vita vera? Artaud evoca un teatro del futuro eppure primordiale – come quello espresso nei rituali degli indiani Tarahumara del Messico – che risvegli forze sepolte sotto la civiltà borghese, e lo fa con un linguaggio che parla soprattutto all’immaginazione. Il teatro, come la peste, deve invadere le strade, sovvertire l’ordine sociale e morale, creare un universo parallelo in cui l’esperienza umana sia centrale e amplificata. Il corpo dell’attore è al centro di questo teatro ed è un corpo modificato attraverso una disciplina “crudele”. L’attore, dice Artaud, deve essere come un serpente, in grado di percepire le vibrazioni della terra e di trasmetterle agli spettatori, come quello di un uccello il suo corpo deve essere privo di ossa e di pesantezza, deve essere in grado di parlare un linguaggio fatto di ideogrammi e usare la voce per esprimere puro suono. Oggi è impossibile avvicinarsi al teatro senza leggere Il teatro e il suo doppio, anche se le parole di Artaud possono sembrare incomprensibili, anche se ci sembra sperduto in un tempo lontano, in realtà lo ritroviamo nel lavoro di tutti i grandi maestri del Novecento, da Jacques Copeau a Pina Bausch. Prendiamo a prestito la sua espressione più famosa ed evocativa per presentare un serie di incontri in cui il teatro sarà ridotto all’ “osso”: da una parte le storie, dall’altra gli attori e gli spettatori, perché, come Artaud ancora ci insegna, il teatro esiste ed esisterà per sempre grazie al suo potere di rifondare la relazione tra gli uomini attraverso l’esperienza concreta del teatro. Il teatro genera altro teatro ed è questo che ci auguriamo.

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La vita è sogno – Pedro Calderon de la Barca

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Un ippogrifo – animale fatato metà cavallo metà grifone – sbalza sul suolo di Polonia due strani personaggi. Uno è una donna travestita da uomo – Rosaura – che è partita dalla Spagna per cercare l’uomo che l’ha abbandonata e reclamare il suo onore, l’altro è Clarino, suo servo, che, come suggerisce il suo nome, non riesce mai a stare zitto.

I due si sono appena inoltrati tra le rocce su cui sono caduti che vedono una torre protetta da spesse grate. Da lì vengono rumori di catene e lamenti e curiosità vince la paura. Si avvicinano e guardano attraverso le grate. nella torre c’è un uomo, avvinto in catene e coperto di pelli, “uomo tra le fiere e fiera tra gli umani”, che, credendo di non essere visto, piange la sua misera condizione:

“Che sventurato e infelice son io!
Sapere, cieli, vi chiedo,
visto il male che mi è dato,
quali colpe ho mai commesso
contro di voi nel nascere,
se anche proprio nel nascere
so che stanno le mie colpe. (…)
Ma solo vorrei sapere
(lasciando da parte il fatto
che già nascere è una colpa),
in che cosa più v’offesi
per più punirmi, o cieli.
Gli altri non son forse nati?”

Rosaura non resiste, è tale la commozione per le parole dell’uomo che per consolarlo gli rivela la sua presenza e Sigismondo, questo il nome dell’uomo, appena la vede, pur credendola un ragazzo, si innamora di lei e le racconta le sue sventure. E’ nato e cresciuto in quella torre, condannato ad espiare colpe che non conosce.

La vita è sogno di Pedro Calderòn de la Barca, capolavoro del siglo de oro del teatro spagnolo, inizia con un incontro che è anche un rispecchiamento, perché Rosaura e Sigismondo sono uguali, entrambi cercano vendetta ed entrambi per averla devono scoprire chi sono.  Questo rispecchiamento, come una magia,  provocherà uno sdoppiamento della realtà che travolgerà tutto e tutti.
Rosaura sarà uomo e donna, Sigismondo prigioniero e re e la realtà diventerà sogno perché solo dai sogni si può imparare, in quanto

“Cos’è la vita? Delirio.
Cos’è la vita? Illusione,
appena chimera ed ombra,
e il massimo bene è un nulla,
ché tutta la vita è sogno,
e i sogni, sogni sono.”

27 febbraio – Il Teatro e il Suo Doppio

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Venerdì 27 febbraio alle 19 da Healthy si terrà la prima delle 5 lezioni-spettacolo organizzate da En Kài Pan in collaborazione con l’Associazione Teatrale Aisthesis e il laboratorio di scrittura creativa Lalineascritta. La lezione si occuperà della costruzione della scena barocca de La vita è sogno di Pedro Calderon de la Barca. Il teatro e il suo doppio è l’occasione per leggere e rileggere, in maniera diversa le storie più famose della nostra tradizione teatrale, che grazie all’aiuto di un regista e degli attori prenderanno vita davanti ai nostri occhi mano a mano che verranno raccontate.

Per info e prenotazioni
3396235295
coop.enkaipan@gmail.com