Hara Fest meets Bali – Cineforum

Dal 12 al 15 maggio Hara Fest meets Bali ospiterà un ciclo di visioni dedicate a Bali. I film saranno proiettati dalle 16 alle 19 presso l’ Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, nella splendida Sala Marrama, in via dei Tribunali 213 a Napoli.

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Goona-Goona: an Authentic Melodrama of the Isle of Bali di André Roosevelt (Francia/Usa, 1932, 65′) 
Goona goona (lett. magia nera o incantesimo d’amore che colpisce una vittima innocente) nelle riviste di Hollywood dell’epoca la parola fu associata a film o foto con donne di colore dal seno nudo. Roosevelt, che pure voleva preservare l’integrità culturale di Bali, usa con maestria la tecnica cinematografica e costruisce un autentico manufatto interculturale, dove i balinesi interpretano se stessi al servizio del dramma tragicamente spettacolare. La colonna sonora, composta facendo suonare un’orchestra sinfonica “alla balinese” è magistralmente sincronizzata.

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Legong: dance of the virgins di Henry De La Falaise (Usa 1935, 50′)
Uno degli ultimi film girato in due colori/technicolor e ultimo dell’era del cinema muto, girato a Bali con attori balinesi, fece molto scalpore alla sua uscita a New York (il seno nudo delle balinesi nella vita quotidiana…). La tragica storia d’amore è interpretata con estrema grazia e naturalezza dagli attori indigeni.

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Hara Fest meets Bali – Cineforum

Dal 12 al 15 maggio Hara Fest meets Bali ospiterà un ciclo di visioni dedicate a Bali. Si inizia domani con Dance and trance in Bali di Margaret Mead e Insel der dämonen di Baron Viktor von Plessen / Friedrich Dalsheim. Scenario, casting e coreografie di Walter Spies.

I film saranno proiettati dalle 16 alle 19 presso l’ Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, nella splendida Sala Marrama, in via dei Tribunali 213 a Napoli.

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Dance and trance in Bali di Margaret Mead (Usa, 1933, 20′)
Barong e Rangda: la lotta fra gli spiriti del bene e del male induce una trance (possessione) suicida. Il dramma rituale è abilmente filmato da Margaret Mead, celebre antropologa rimasta lunghi anni a Bali insieme al marito Gregory Bateson, con il quale firmò il celebre saggio Balinese Character: A Photo Analysis, che segnò una svolta negli studi antropologici. Colonna sonora curata dal musicista canadese Colin McPhee, che in quegli anni studiò e trascrisse la musica di Bali.

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Insel der dämonen di Baron Viktor von Plessen / Friedrich Dalsheim. Scenario, casting e coreografie di Walter Spies. Germany (Europa Film) 1933 80’
Nota anche come The Island of Demons o anche Black Magic. Nel 1931 la casa di Walther Spies a Campuan (Ubud-Bali) divenne il centro operativo della troupe. Lo straordinario artista per l’occasione rimodellò e coreografò il rituale Kecak, divenuto in seguito grande attrattiva turistica. Un peccato che la sua originale colonna sonora balinese fu modificata nel montaggio. Va in scena l’altra faccia di Bali: dietro l’incanto dei paesaggi, la bellezza e l’armonia della natura, si svela un cupo scenario demoniaco, il mondo parallelo della magia che solo l’esorcismo può contrastare.